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Le città improbabili - Idropènia (già Pangràzia, già Panpènia, già…)
post pubblicato in LE CITTA' IMPROBABILI, il 29 giugno 2009
Apparentemente la città più accattivante del mondo, specie per gli scrocconi. Qui tutto è gratis, tranne l’acqua, ma andiamo per ordine. La storia d’Idropènia cominciò che la città aveva persino un altro nome: Pangràzia, ed era una città che poteva godere di ogni ricchezza, se non fosse stato per il fatto che una corte di governanti scellerati e bulimici non avessero, nel giro di poco più di due lustri, ingollate tutte le risorse comuni, al punto tale da indebitarla fino all’osso. Fu allora che apparve sulla scena un certo Quitz Curtatone, un magnate del tutto e del nulla che si fece avanti e disse ai governanti: “lasciate che sia io a prendere in carico tutti i debiti di Panpènia (la città aveva intanto cambiato nome), sarò io a saldarli, io a restituire nuova ricchezza a questi poveri cittadini diseredati, per i quali renderò tutto gratis!” E tutti lì a gridare “evviva questo generoso!” ma non erano ancora finite le ovazioni che il prodigo Curtatone dettò le sue condizioni: “… basta che mi riconosciate la concessione esclusiva delle risorse idriche, saprò farne buon uso” “e certo – pensarono tutti – un uomo generoso come questo saprà bene come farle fruttare al meglio per tutti!” In breve tempo tutte le pompe e i condotti idrici presero il marchio di Quitz Curtatone. Sicché l’acqua cominciò a scarseggiare un po’ ovunque, prima in maniera celata poi sempre più evidente. Curtatone intanto decideva a chi affidare la gestione delle pompe, chi e quando dovesse ricevere l’acqua che, essendo di fatto divenuta sua, veniva ceduta solo in cambio di qualcosa… non in denaro, ma in natura. Ciascuno iniziò allora ad offrire le proprie nature e chi non aveva nulla di naturale da offrire, iniziò a morire disidratato, nell’indifferenza generale di chi era tutto intento a procacciarsi nature da poter barattare. La gestione delle pompe e dei condotti idrici divenne allora il centro vitale di ogni attività d’Idropènia che, per questa sua particolare economia, dopo un po’ prese un nuovo nome, probabilmente brutto persino da scrivere.


(da Le città improbabili, 2009)



permalink | inviato da ubumax il 29/6/2009 alle 22:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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