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Guerre contro la noia
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 22 aprile 2008
Bisogna evitare la noia e vivere solamente di quello che affascina. Su questo cammino, sarebbe vano agitarsi e cercare di attirare quelli che hanno delle velleità, come passare il tempo, ridere o diventare individualmente bizzarri. Bisogna avanzare senza guardare indietro e senza tener conto di quelli che non hanno la forza di dimenticare la realtà immediata.

Georges Bataille, Il Labirinto, SE, 2003.

Vivere solamente di quello che ci affascina… magari ricordandosi che il fascino non è proprietà intrinseca dei fenomeni. Il fascino nasce da una simbiosi tra un affascinato e un affascinante, poli alternati di uno stesso soggetto sdoppiato per dare adito ad un’oscillazione dei sensi. La percezione del fascino è esercizio complesso di attenzione ed è forse per questo che rappresenta il migliore antidoto alla noia.

Senza tener conto di quelli che non hanno la forza di dimenticare la realtà immediata… la forza della dimenticanza è una strategia possibile quando il ricordare genera un’aggravante di realtà e una conseguente presa d’atto d’impotenza... ricordo che c’è la guerra, ma non posso fermarla e allora per un momento la metto tra parentesi, per andare a cercare un potere esercitabile che forse risiede in un altrove a me più prossimo, magari nella guerra che combatto contro il vicino: lì qualcosa si può fare.

Dimenticare non come deresponsabilizzazione o negazione della realtà immediata, ma come pre-visione di un modo possibile d’esistere non necessariamente e radicalmente consequenziale alla realtà del presente. Salto dell’immaginazione, fiducia nella prassi della piccola utopia esercitata in serena disperazione ma nel pieno impegno del “come se fosse”, del “come potrebbe essere”, e non del “così vanno le cose, è tutto inutile…” pensiero parassita produttore di noia.

(Era questo che intendeva Bataille?)

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Immaginare un’altra guerra
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 29 marzo 2008
Bisogna fare la guerra più consistente che è la guerra contro noi stessi. È necessario giungere a disarmarci. Io ho combattuto questa guerra per molti anni. È stato terribile. Molto terribile. Ma posso affermare che adesso sono disarmato. Non ho paura di niente e di nessuno; l'amore allontana la paura. Sono disarmato dal voler avere ragione, dal giustificarmi screditando gli altri. Non mi chiudo nel mio castello né m'inorgoglisco delle mie ricchezze. Accolgo e condivido. Non mi aggrappo assolutamente alle mie idee e ai miei progetti. Se mi si presentano proposte migliori o almeno buone le accetto senza alcun impedimento. Ho rinunciato a fare confronti. Ciò che è buono, vero, reale, per me è sempre il meglio. Per questo non ho paura. Quando non si possiede nulla non si ha paura di nulla. Se uno si disarma, se smette di possedere, se si apre al Dio fatto uomo che fa nuove tutte le cose, allora Egli fa sparire il passato negativo e ci apre il panorama di un tempo nuovo in cui tutto è possibile.

Lessi questa citazione in un post di qualche tempo fa. L'autore del post l'attribuisce ad Atenagora, patriarca di Costantinopoli fino al 1972. Non ho verificato l'esattezza dell'attribuzione. Non importa. Chiunque ne sia l'autore, grazie: è un bell'augurio per il tempo che arriva.

Max Maraviglia

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permalink | inviato da ubumax il 29/3/2008 alle 0:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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