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Mail dal Natu politicizzato
post pubblicato in CORRISPONDENZE, il 17 aprile 2008
E così rieccomi qua! Ad accompagnare la danza delle mie boccate dalla marlboro è "Harlem Nocturne"
un bel pezzo jazz! Stamane mi sono svegliato e stranamente rispetto al solito non ho trovato nessun quesito che occupasse il mio cervello! Durante questo week end di lavoro ho sentito talmente tante cazzate che forse, inconsciamente la mia bella casina per neuroni stamane ha voluto scioperare! Io dal mio canto la lascerò fare! Poverina! Avrà anche lei diritto ad un bel giorno di riposo! Non crede? Tutti i giorni apriamo gli occhi, ed invece di ringraziare chiunque o qualsiasi cosa ci abbia permesso la sola possibilità di compiere questo gesto, cominciamo a pensare a quanto sia "piatta", "brutta", "inutile" la nostra vita! Non credo di fare del buonismo, è una cosa che ho sempre odiato! La mia anima è sporca almeno quanto la maggior parte di tutte le altre! Ma a volte ci si rende conto di quanto si è coglioni anche se dopo quel breve attimo lo si ritorna ad essere "coglioni"!

P.S.
Scusi la costante presenza della parola C......E ma ho semplicemente scritto ciò che mi passava per la testa!
Le auguro una Buona Pasqua!


(mail dal Natu Animanera postata lunedì 17 marzo 2008 alle ore 12.11.47)




Natu Politicizzato: noto che adoperi termini desunti dall’uso forbito dell’attuale linguaggio politico, accompagnato da un sapiente pudore censorio col quale concludi il tuo messaggio, omettendo la parola/chiave a che non ecceda se stessa, ottenendo il risultato opposto. Buona Pasqua anche a te. Goditi l’uovo e non pensare alla sorpresa.

A parte questo, mi sembra che tu abbia involontariamente lambito un’interessante verità, che è quella degli intervalli, dei brevi attimi che intercorrono tra uno stato di routine e l’altro. Sarà certamente un caso ma pensa che proprio stamani pensavo a quanto fossero importanti le pause di sospensione, voglio dire quei brevi momenti in cui le cose non fluiscono più nel ritmo delle routines e rivelano, a dar loro un po’ d’attenzione, sprazzi in cui ti accorgi che le cose possono essere anche diverse da come le hai pensate fino a quel momento. Si tratta dei cosiddetti “ritagli di tempo”, espansioni preziose che danno volume e colore (quasi uno shampo) alle maglie del quotidiano.

In questi sprazzi nascosti negli interstizi tra un compito finito e un altro non ancora cominciato s’annidano talvolta sorprese interessanti, come questa tua lettera, che adesso sto leggendo in questo quarto d’ora che intervalla la lezione di stamani e il mio prossimo impegno di lavoro, e che mi sta aiutando a mettere a fuoco un pensiero sfiorato stamani in un altro intervallo (quello che va dal portone del mio palazzo all’auto parcheggiata). Ti sembrerà paradossale ma alle volte, a fine giornata, ciò che mi resta non è tanto ciò che ho regolarmente svolto, ma ciò che ha prodotto l’insieme di questi ritagli di tempo. Naturalmente, di questi ritagli non potrei godere se non avessi lunghi, regolari pezzi di stoffa da cucire. Per il tempo dovrebbe valere la stessa regola del porco: non si butta via niente.

Quanto al dire grazie… è forse la prima parola che un bambino dovrebbe imparare a dire, prima ancora che mamma e papà.

mm



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permalink | inviato da ubumax il 17/4/2008 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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