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Per il 2011 e per quelli a venire
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2011
Alle azioni compiute senza sapere esattamente perché, che nel tempo mostrano le loro ragioni. Alle cose che hanno ragioni ineffabili che si dipanano nel tempo. Alla mano invisibile dell'istinto puro che longanime muove i passi. A tutti noi l'augurio di non comprendere mai fino in fondo i nostri passi e averne a un tempo l'essenziale consapevolezza. Per il nuovo anno e per tutti quelli a venire.

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permalink | inviato da ubumax il 1/1/2011 alle 14:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mail dal Ribelle (ripresa): dell’istinto
post pubblicato in CORRISPONDENZE, il 31 marzo 2008
(...) beh, le porte si sbattono per ben altri motivi.. e quindi è evidente che se io riuscissi a dosare queste periodiche implosioni non avrei la necessità di esibirmi in gesti banali dei quali non vado fiero…

..vorrei soffermarmi con lei, per un attimo, sul significato della parola DOSARE…è un concetto semplice se pensiamo all’olio e al sale sull’insalata…ma come la mettiamo con l’istinto?

...lasciamo stare prof… la vera questione è questa… quei diamanti di cui le parlavo in realtà sembrano misere pietre se non sono custoditi da quelle stupende mani danzatrici.
Rib.



Come la mettiamo? Possiamo immaginare, ad esempio, un istinto dosatore… come quello di una saliera che s’agita quel tanto che basta e che d’improvviso si ferma e ferma pure la mano sorda che tenta ancora d'agitarla oltre il dovuto… un po’ come quel violino che mentre l’accordi ti mormora all’orecchio “ci sei, puoi fermarti…” controlli l’accordatore e leggi “440 hz”… il LA perfetto, senza la minima deviazione calante né crescente. Un istinto, quello dosatore, che somiglia all’orecchio musicale. Ce l’abbiamo tutti: i più stonati tra noi devono solo allenarsi un po’ di più, ma non è una gran fatica, anzi. Una volta entrati nell’onda neanche se ne può fare a meno più. E a quel punto l’istinto chiamiamolo primario, sembra solo una brutta stonatura di cui nobilmente si sente di non poterne andare fieri.

L’istinto di cui parli, forse, è quello delle singole bestie che mugolano mentre sanno di andare al macello. L’istinto dosatore (quello delle saliere, o dei violini che abbiamo immaginato) è un distillato degli istinti delle cose, captati nell’intorno dalle antenne che ogni umano animale che possa dirsi tale, potrebbe, dovrebbe, saprebbe vorrebbe nuovamente far funzionare. Dico nuovamente perché mi piace immaginare un tempo – non necessariamente collocato nel tempo – in cui gli uomini usavano davvero queste antenne… probabilmente la ghiandola pineale è una vestigia di questo organo ormai quasi sparito ma non ancora del tutto, da non poterlo ancora rigenerare. Un altro lavoro cui dedicarsi, di tanto in tanto e in permanenza. Un lavoro così rende il dosare un gesto intonato, istintivo e naturale, che trasforma la porta sbattuta nel suono di due piatti da orchestra giunti ad accentare il punto più alto di una frase musicale.

Quanto alle pietre: stamani mi hai detto un’altra cosa. Quella di adesso mi sembra ancora più interessante. Aggiungerei: guarda come le tue pietre, trasformate in diamanti da semplici mani, trasformano a loro volta semplici mani in mani danzatrici… poesia dei sistemi.


mm

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permalink | inviato da ubumax il 31/3/2008 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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