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Noia da abbaglio
post pubblicato in IL LA PERFETTO, il 12 giugno 2008
Non so se un giorno i miei racconti riusciranno a tenere col naso per aria un bambino, incollato alle mie parole, fino a farlo sprofondare nel sonno. Per questo, quando posso, cerco di fare quello che faccio con la massima attenzione, di modo che poi possa ricordarmi qualcosa da raccontare. Cose essenziali, da modello/base - il caffé, per esempio, la piega ai pantaloni, la scelta degli ingredienti per cucinare una pietanza, l’incollatura di un francobollo, la risposta a una domanda occasionale - ma fatte nel migliore dei modi, come cose straordinarie, visto che tutto ciò che un tempo sarebbe stato reputato straordinario è ormai così abbagliante e rumoroso da non vederlo né sentirlo più. Questa è la noia, che temo più della peste. Resta allora da esercitare un pizzico di talento nel rendere le cose straordinarie, quelle che guardi sempre, che per vedere devi chiudere un attimo gli occhi, poi li riapri… e le cogli di sorpresa in una posizione diversa da come le avevi lasciate.

Massimo Maraviglia e Nico Di Fiore, Il LA perfetto, 2006.


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permalink | inviato da Max Maraviglia il 12/6/2008 alle 0:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Guerre contro la noia
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 22 aprile 2008
Bisogna evitare la noia e vivere solamente di quello che affascina. Su questo cammino, sarebbe vano agitarsi e cercare di attirare quelli che hanno delle velleità, come passare il tempo, ridere o diventare individualmente bizzarri. Bisogna avanzare senza guardare indietro e senza tener conto di quelli che non hanno la forza di dimenticare la realtà immediata.

Georges Bataille, Il Labirinto, SE, 2003.

Vivere solamente di quello che ci affascina… magari ricordandosi che il fascino non è proprietà intrinseca dei fenomeni. Il fascino nasce da una simbiosi tra un affascinato e un affascinante, poli alternati di uno stesso soggetto sdoppiato per dare adito ad un’oscillazione dei sensi. La percezione del fascino è esercizio complesso di attenzione ed è forse per questo che rappresenta il migliore antidoto alla noia.

Senza tener conto di quelli che non hanno la forza di dimenticare la realtà immediata… la forza della dimenticanza è una strategia possibile quando il ricordare genera un’aggravante di realtà e una conseguente presa d’atto d’impotenza... ricordo che c’è la guerra, ma non posso fermarla e allora per un momento la metto tra parentesi, per andare a cercare un potere esercitabile che forse risiede in un altrove a me più prossimo, magari nella guerra che combatto contro il vicino: lì qualcosa si può fare.

Dimenticare non come deresponsabilizzazione o negazione della realtà immediata, ma come pre-visione di un modo possibile d’esistere non necessariamente e radicalmente consequenziale alla realtà del presente. Salto dell’immaginazione, fiducia nella prassi della piccola utopia esercitata in serena disperazione ma nel pieno impegno del “come se fosse”, del “come potrebbe essere”, e non del “così vanno le cose, è tutto inutile…” pensiero parassita produttore di noia.

(Era questo che intendeva Bataille?)

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