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Per un teatro degli angeli mortali
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 14 giugno 2009
E, si, è vero, ho detto, ripeto spesso che nella strada c'è la salvezza del teatro. Credo che da noi l'invadenza politica e l'inevitabilità della dipendenza dal denaro pubblico stiano sempre più facendo arrostire gli enti drammatici su spietati spiedi. (...) Lavorando con musica viva, da strumenti, organo, fonografo, senza assordare pubblico e finestre con altoparlanti a tutto volume (cosa che a me pare un imperativo etico) si constata in quale deplorevole stato siano ridotti i timpani: una debole o nessuna amplificazione non li raggiunge nella loro sfondatezza. Gli orecchi più sensibili a vocalità e musiche di strada sono bambini e cani. Sempre protestano quando madri e padroni li tirano via. La vida es sueño: poiché tutto lavora a cancellare il sogno, noi che ci accaniamo a trasmetterlo, a snidarlo dai tombini, da ultimi saremo i primi.

Guido Ceronetti, Io trasmetto i sogni, su Repubblica del 14 giugno 2009, p. 38.


Il 19 e il 20 giugno, alle 17,00, al teatro Strehler-Scatola Magica di Milano, Guido Ceronetti presenta lo spettacolo Strada come Santuario, nell'ambito della rassegna "Masterclass - La casa delle scuole di teatro", ideata da Luca Ronconi.

Gli dèi ci conservino a lungo uomini come questi.


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permalink | inviato da ubumax il 14/6/2009 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Il poeta cretino
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 8 dicembre 2008
Tutta la grande poesia è malattia maniacale. Se le sottrai la stupidità, resta il poeta intelligente (una contraddizione in termini). Dis-graziato. Un poeta ha bisogno come il pane (il vino nel caso mio) del limite della stupidità, di questo nous bestiale. Più è bestiale più è grande. Chi non si vergognerebbe d'aver scritto: "Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai silenziosa luna?". Preso a sé, sarebbe fischiato e stroncato anche mescolato alle canzonette del peggior Sanremo. […] Proprio così: “…per guarire la nostra malattia deve peggiorare…”.

Che cosa è mai il genio, se non questo “meritato” regredire nell’idiozia (niente a che fare col tanto ricercato abuso di “cretini naturali” di certo managerismo tivù?) “Condannato” a progredire
[…] degraderebbe nel fasto becero del talento.


C. Bene / G. Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, 2006, p. 221.


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permalink | inviato da ubumax il 8/12/2008 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Poesia esperita
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 12 maggio 2008
Saperla viva, e nel malessere, e in lacrime, questa mia banda di fratelli, medica in me ogni afflizione: la poesia va in cerca di un popolo, non di scaffali.

Guido Ceronetti, Compassione e disperazione, Torino, 1987.


Avevo poco più di vent’anni e davo lezioni private. Un giorno una ragazzina, poco più che dodicenne, mi disse: “Non mi piace la poesia, perché i poeti sono tutti tristi”. Avessi già vissuto allora le cose che vidi poi, le avrei risposto: “Bene. Allora comincia tu a scrivere poesie non tristi”. Mi limitai a darle ragione.

mm


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permalink | inviato da Max Maraviglia il 12/5/2008 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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