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Cantieri dello stupore?
post pubblicato in Diario, il 28 marzo 2008
Credo, come molti, nell’immenso potere d’interscambio che il mezzo telematico consente. Per mestiere – ma direi più per attitudine esistenziale – leggo, ascolto e prendo appunti su quello che vedo, da filosofo “pratico” quale immagino di essere.

Di norma opero con un taccuino, sul quale annoto considerazioni, spunti, idee sulle quali poi ritorno per tentare una qualche forma di riordino (un racconto, un testo teatrale, o più semplicemente una riflessione da condividere con un amico o uno studente, con chi ne ha voglie e tempi). È un’abitudine che coltivo da molti anni e che invito ad acquisire, tutti coloro che hanno iniziato a percepire il dovere/godere di opporre la loro piccola resistenza all’anestetico che la quotidianità, coi suoi ritmi e i suoi automatismi, inietta nelle persone per renderle carne da macello e poi fagocitarle.

Coltivo amici. Tra questi, Maurizio Manzieri, eccelso illustratore di Letteratura Fantasy, col quale ier l’altro parlavamo della necessità di un blog. Mi ha raccontato lui cosa ne fa e la piccola idea è saltata fuori: aprire un taccuino digitale sul quale anche altri possano scrivere e lasciare i loro appunti, uno spazio di riflessione personale e pubblica a un tempo, una sorta di finestra aperta dalla quale chiunque, passando in volo, possa dare uno sguardo su questi quaderni e, se lo vorrà, lasciare un appunto.

Ho intitolato questo blog Cantieri dello Stupore per motivi che io stesso non ho inteso ancora chiarirmi del tutto (altrimenti che stupore sarebbe?). Lancio un primo messaggio in bottiglia. Ove mai qualcuno navigando lo raccoglierà, provi a immaginare e risponda per favore: cosa si produce nei Cantieri dello Stupore?


Max Maraviglia



permalink | inviato da ubumax il 28/3/2008 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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