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Questo il motivo del mio lungo silenzio.
post pubblicato in Diario, il 11 marzo 2009




Puccetto e Olopierno è un’antifavola che ha per protagon
ista un Orco (Olopierno) e un dàimon (Puccetto) che s’incontrano qualche briciolo d’eterno prima che l’Orco tiri le cuoia. Olopierno è malato, forse perché ha mangiato troppo o male o entrambe le cose, o forse perché ha vissuto distrattamente, rinunciando ai suoi talenti per concentrarsi ad ammazzare le mosche sue ignare nemiche. La sua storia è già scritta e nessuna delle sue improbabili magie gli consentirebbe di cancellarla e poi riscriverla. Ma se una storia è già scritta, ciò non toglie che la si possa interpretare nel migliore dei modi.

Interpretare nel migliore dei modi è davvero un lavoraccio che Olopierno – come tutti gli orchi – non si è reso conto di dovere, potere, sapere, voler fare. E poi per cosa, visto che qualsiasi cosa si scelga di fare è oggetto d’obolo da meretrice? Se un senso manca, perché cercarlo? Perché cercare l’oro nelle proprie vene quando a un costo meno oneroso lo si può acquistare ovun
que? Rinunciare a cercare vuol dire ammalarsi, l’orco lo sa e per questo nega a se stesso d’essere ammalato, perché a dispetto di tutto non vuole ancora rinunciare a un’altra possibile storia. Ma perché la propria storia diventi un’altra, diventi d’altri, ci vuole un salto per scavalcare il solco, ma lui è goffo e camuffato a se stesso, e allora non gli resta altro da fare che cavalcare il suo malestrìno a dondolo, ripercorrersi, ubriacarsi di fandonie mescidate a verità (ove mai abbia un senso distinguere le due), raccontare le sue sconclusionate favole al poroso Puccetto, suo dàimon ed altro possibile se stesso, forse per farlo addormentare una volta e per sempre o, forse, per cercare di guarirlo dal male distratto di vivere.


Puccetto e Olopierno -
con Gianni Ascione, Giuseppe Cerrone, Leila D'Angelo, Giuseppe De Liso, Marina Macca. Musiche Canio Fidanza, scene Nicola Di Fiore, costumi Annalisa Giacci, maschere Martina Russo, aiuto regia Leila D'Angelo, testo e regia Massimo Maraviglia.

Al Teatro Elicantropo di Napoli, vico Gerolomini, 3. Dal 2 al 19 aprile 2009.



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permalink | inviato da ubumax il 11/3/2009 alle 0:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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