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Piccole scuse
post pubblicato in CORRISPONDENZE, il 28 aprile 2008

Noi che non ci lasciamo mai stare, che passiamo e che ripassiamo con la lingua sul taglio nel palato, che bruciamo con la sigaretta la puntura di zanzara, che ci infliggiamo dolori maggiori per non sentire quello che ci tartassa da tempo. Noi, che arrivati ad un certo punto della vita sembriamo assuefatti dalle "preoccupazioni", noi che cerchiamo la luce negli occhi di qualcun altro nonostante siamo consapevoli della capacità delle "nostre" orbite, noi che cerchiamo un gesto da parte degli altri quando potremmo essere semplicemente noi stessi a farlo, noi che siamo così inesorabilmente persi dentro il nostro essere! Noi che ad un tratto crediamo di credere in qualcosa di sbagliato senza sapere che credere è già tanto! Noi che al mattino ci svegliamo con la voglia di essere nuovi di zecca! Noi che vorremo essere tante apine che svolazzano succhiando nettare di fiore in fiore! Noi che lasciamo che un tiepido sole che nasce e che muore asciughi lacrime sempre più rare in apparenza ma ben cristallizzate nella nostra anima! Noi che sogniamo grattacieli dorati e fiumi di champagne quando le nostre capanne di letame ed i nostri fiumi di piscio ci hanno sempre tenuto al riparo dalle piogge acide e ci hanno dissetato nei più caldi deserti metropolitani! Noi che sorridiamo ad ogni bimbo incontrato per strada! Noi che ci immergiamo in sguardi simili ai nostri, in sfere oculari che hanno le stesse sfumature delle nostre!

P.S.
A tutti coloro che avrebbero potuto aiutare un amico e che invece, si sono ritrovati a giudicarlo anziché fare il possibile per lui.



Ciccio, scusami ancora!

(postato da AnGeLoNeRo per un amico a lui noto, il 28/4/2008 alle 12:8)


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L'amicizia secondo Carmatore
post pubblicato in IL LA PERFETTO, il 26 aprile 2008

Posso dire con ragionevole consapevolezza di essere stato fin dagli esordi alla ricerca di amici. All'inizio era una ricerca selvaggia, priva di un progetto (e tuttora lo è), nel senso che cercavo le persone, senza sapere perché le cercassi. E così ho incontrato una galassia di storie che non sapevo come intrecciare. Forse è solo una questione di orecchio: all'inizio gli intrecci quotidiani sembrano solo casuali accozzaglie di rumori e suoni. Poi man mano che l'orecchio si affina, scorgi ciò che nasconde armonia da ciò che è casuale dissonanza e allora si comincia a dire questo si questo si questo no questo si questo no e questo non so se sia giusto, perché mi piacerebbe se si potesse sempre dire si. Il momento culminante di ogni esistenza dovrebbe essere una grande festa nella quale ritrovare tutte le persone che hai incrociato camminando, tutte, ma proprio tutte, anche quelle viste solo per pochi nanosecondi, guardarsi benevolmente (anche con chi ti ha fatto qualche danno) e dirsi “hai visto? Hai capito com'è che sono andate le cose? Meno male che ci siamo incontrati…”

Massimo Maraviglia e Nico Di Fiore, Il LA perfetto, 2006. 


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Giochi a somma esponenziale
post pubblicato in IL LA PERFETTO, il 5 aprile 2008
[…] C'è una cosa però che trovo veramente spiacevole ma evidentemente fa parte della natura a controcanto delle cose e quindi non è riparabile, perché suona proprio così. È quando la perdita di alcuni produce guadagni per altri… Oppure viceversa. Cicco li chiama “giochi a somma zero”, il che mi fa pensare che non valgano niente. Penso a Carlo Martellone, che l'altro giorno, mentre gli salvavo un file che stava per annegare, mi spiegava tutto soddisfone di come è riuscito in tre anni a ridurre i costi di produzione della sua fabbrica La Pomoduria Novella: ha acquistato una macchina d’inscatolamento che funziona con quattro persone solo, le altre dieci le ha licenziate. Adesso il suo pelato ha un prezzo ancora più concorrenziale ed una qualità superiore (a detta sua risparmia sulla manodopera e investe in qualità della materia prima) tutto a vantaggio dei consumatori, diceva convinto ed io pensavo sì ma i dieci che hai licenziato? Non sono a loro volta dei consumatori? Lui ha letto i sottotitoli che mi scorrevano sulla fronte…

- Certo, mi dispiace per loro… con la concorrenza che mi alita sul collo e che se ne inventa una ogni giorno per abbassare il prezzo… lei che avrebbe fatto?

- Lei chi?

- Lei, Carmatore!

- Io? Non lo so… avrei parlato con la concorrenza… avrei proposto di lavorare in un clima più cooperativo, senza alzare il tiro in continuazione, magari guardando gli interessi di tutti, produttori, consumatori, lavoratori… che poi sono sempre le stesse persone… no? Non si può fare così?

- Come!

- Ecco…

- Ah, caro Carmatore… ma dove vive!

- Io? Calata Frescobaldi 25…

- Bravo. Lei vivrà cento anni! Lei è un uomo contento…

- Ci tento. Ho un portiere molto gentile che alle volte mi fa trovare anche la posta e certe volte mi legge le sue poesie. E i dieci licenziati che fanno adesso?

- E che ne so.

- E… va bene così?

- Va male per loro, bene per altri... Poi d'altro canto se le tecnologie vanno avanti… bene per tutti: consentono agli uomini di risparmiarsi lavori da bestie

- Questo è vero…

- E poi le nuove macchine vanno acquistate, perché altrimenti, se poi non si vendono, quelli che le producono devono poi licenziare, le pare?

Ed anche questo è vero. Tuberi, che… che trama complessa. Comunque vadano le cose, c'è sempre qualcuno che va bene e qualcun altro che va male. Somma zero. Va bene così. L'importante è che almeno si faccia a turno e che i turni siano brevi, altrimenti si comincia a credere di essere perdenti o vincenti assoluti. E certi assoluti fanno male alla testa. Che si faccia a turno…

- … e allora, cominci a contribuire anche lei alle nuove assunzioni: questo computer si è fatto troppo vecchio ed anche questa stampante, non vale la pena ripararla… si metta l’animo in pace e compri tutto nuovo che è meglio, caro signor Martellone. Euro cento per la chiamata. Grazie.



Cicco dice che, in realtà, ci sarebbe un sistema per uscire dal circolo vizioso del dare e dell’avere, dal gioco a somma zero, insomma.

- Basterebbe praticare l’esercizio del dono per il dono…

- Cioè?

- Molto semplice. Di norma, ogni dono che facciamo è naturalmente legato all’intenzione di donare e all’attesa della restituzione, dunque anche il dono è costretto nel circolo vizioso del dare e dell’avere. Il dono per il dono, invece, della reciprocità non gliene frega niente…

- È quello che pratichi di norma, Cicco…

- Benozzo… come il tabacco, il dono, per essere un dono, deve andare in fumo… ce l’hai una cicca?

- Non fumo… (vent’anni che non fumo e lui ci prova sempre)

- … e se davvero si riuscisse a spezzare la prevedibile simmetria del dare avere… si spalancherebbero le porte alla reciprocità a largo raggio.

- Sarebbe ‘sta reciprocità a largo raggio?

- Sarebbe? Tu mi dai una cosa, ed io non ti do niente in cambio

- Dov’è la novità?

- Se io ti restituissi, il circuito si chiuderebbe e buonanotte. Invece se io non restituisco a te, resto nell’ottica del debitore, ed ogni volta che incontro qualcuno sul cammino, sono propenso a dare perché a ricevere ho già ricevuto. Ora immagina se tutti ragionassero in questo modo…

- … il gioco non sarebbe a somma zero…

- Bravo Benozzo. Sarebbe a crescita esponenziale.

Insomma Cicco, il fatto che tu non mi restituisca mai le cose che ti presto dovrebbe rendermi felice perché fa di te un uomo migliore? Che dirti… sei un amico e ti credo. Prendo nota e passo avanti.



Massimo Maraviglia e Nico Di Fiore, Il LA Perfetto, 2006.






Mail dal Giovane Amico Ribelle
post pubblicato in CORRISPONDENZE, il 31 marzo 2008
 ...certe mattine la tristezza sembra prenderti in giro.. come un boia che ti sveglia col cappuccino e il caffè..
Intorpidito.. quando non riesci a decifrare la bruttezza di quello che senti fai fatica a trovare qualcosa che ti faccia sentire “meglio”.. e allora capisci quanto è bello avere la certezza del voler piangere.. contorto?.. deluso.. spesso, troppo spesso affidiamo i nostri diamanti a qualcuno che non saprà custodirli e, ancora peggio, riesce a buttarli via da un momento all’altro…! Troppe metafore per farmi capire nitidamente, vero? Beh la stupirò con la volgarità della mia prossima affermazione…mi sono rotto le palle prof.. voglio andar via, non so né dove e né perché ... ma è come se ogni tanto quel vuoto che mi porto dentro mi corresse dietro.. eh si.. oggi non riesco a sperare che esca il sole, ma mi accontento delle nuvole.. almeno con la pioggia sembra che tutti abbiano un motivo valido per stare male.. e allora mi sento meno solo.. a presto prof.


(mail postata sabato 1 marzo 2008 8.12.27)


Giovane amico mio Ribelle
Affida i tuoi diamanti a chi sei certo che non te li saprà custodire. Spera che te li perda, di modo che ne potrai trovare altri, oppure gli stessi, ma in altre mani, per quelle ardite circonvoluzioni delle vite grazie alle quali le cose, prima o poi, tornano sempre. Sotto altre forme, ma tornano.

Tutto chiaro, non temere di non essere capito, anche se forse non è questa la cosa più importante. Vale forse più la pena cominciare dagli altri, che hanno molti più occhi dei nostri.

Resta al tuo posto e osserva con gli occhi degli altri, ascolta, non sbattere porte se non è proprio necessario, cogli gli indizi e dimentica,se puoi, un po’ te stesso.
Il vuoto è pieno di cose che vanno ripescate ed anche se fosse del tutto vuoto, lasciati mangiare perché il vuoto possa nutrirsi di te.

Riscrivi quello che hai detto, così io anche potrò fare altrettanto.

Fai una buona giornata e non odiarmi troppo per questa finta saggezza.

mm

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permalink | inviato da ubumax il 31/3/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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