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Il Bene paraterrestre e il suo studio
post pubblicato in LE PAROLE DEGLI ALTRI, il 26 novembre 2008
Che cazzo vuole questo verminaio trafelato e confuso? Se non affogare nel baccano collegiale qualunque atto responsabile, ogni solitaria e intima applicazione? Reprimere nella rivolta scioperata e poliziotta la resa dei conti con se stessi. È con se stessi che non intendono intrattenersi: travestono il lavorio pensante in prospettiva salariata; rivendicano garanzie statali (educazione, famiglia, ricreazione, sindacato, pensione, ecc.) invece di offrirne. È la trafila insensata dei servi che reclamano di “ottimizzare” la propria condizione servile.
Controparte è un regime democratico per definizione tritamasse, sordo-attento alle difficoltà globali, inimico giurato d’ogni impresa individuale. Non bisogna mai invocare lo Stato. Lo Stato deve smettere di governare. Si studia desiderando. Questo è lo studio. Una faccenda molto privata.

Carmelo Bene/Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, 2006, p. 27.


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permalink | inviato da ubumax il 26/11/2008 alle 22:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Le Microconcordanze nascoste
post pubblicato in Diario, il 23 novembre 2008
C’è una parte della creatività che sfugge a ogni controllo. È quella che poi probabilmente va a stratificare i non-detti, gli impliciti, le significanze (ciò che può significare qualcosa, ma non si sa esattamente cosa), le ellissi, le ombre dei testi. Per quello che mi riguarda – forse l’ho già detto in altre circostanze – è questa la parte che di ogni rappresentazione (sia essa sotto forma di libro, film, spettacolo o semplicemente discorso) più mi allarma e mi ammalia.

Nei vuoti, nelle pause tra il dire e il fare (a volte sono oceani, altre volte piccole pozzanghere, bicchieri d’acqua) puoi perderti e pescare, quasi per caso, la parte incontrollata delle volontà creative.

Piccolo caso a questo proposito: riflettevo stamani in funicolare sui nomi dei personaggi che abitano Il LA perfetto. Mi chiedevo: chi di questi personaggi ha un nome pari a un settenario? Nessuno… poi mi sono accorto che Beniamino Carmatore è un ottonario, così come lo sono Evelina Millenotti ed Eloisa d’Epìtteto… gli amici di Carmatore sono quinari: Max Fantastico,  Peppe Cavanza, Nenzy Calore, Graziana Emme e Cicco Angelone (contando la sineresi)… quaternari sono Gino Emme e Carlo Soma. Ripensando alle relazioni e alle simmetrie che corrono tra questi personaggi, queste microconcordanze metriche (che nelle nostre intenzioni coscienti non erano presenti) mi sembrano molto appropriate. E questo è quanto.


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permalink | inviato da ubumax il 23/11/2008 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Rubarsi le idee (nota per l’amica Giulia)
post pubblicato in NOTE PER GLI AMICI, il 18 novembre 2008
I confini di titolarità delle idee sono alquanto labili. Spesso attribuisco ad altri pensieri o idee che, probabilmente, io stesso ho partorito, ma anche viceversa. Non credo abbia molta importanza: nessun uomo intellettualmente equilibrato credo si possa arrogare la titolarità assoluta di un’idea. Le idee sono venti, correnti che attraversano i tempi, scompigliano talvolta, distruggono, rinfrescano o passano senza nulla ferire. Il merito di un autore – se mai ne abbia uno -  sta solo nell’averle colte, coltivate e restituite sotto forma appropriata all’epoca di appartenenza. Nemmeno Kant ha inventato nulla di nuovo. Quanto ai plagiari – quelli veri, puri – sono una pregiata minoranza, e si nascondono molto bene. Spesso sono nomi illustri.


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permalink | inviato da ubumax il 18/11/2008 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Sulla coscienza del tragico
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2008
Se nell'originaria coscienza del tragico l'essenza è il confronto tra l'agire degli uomini e l'insondabile volere degli dèi, nel tragico contemporaneo l'essenza è  nell'impossibile raffronto tra l'agire degli uomini e l'imponderabile isteria delle forze di potere che regolano il mercato, dalla faccia liquida e dal ventre di matrioska infinita.

mm, Manuale Distruzioni

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permalink | inviato da ubumax il 12/11/2008 alle 13:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Obama ha vinto
post pubblicato in Diario, il 5 novembre 2008
Ha vinto un sogno con una faccia intelligente e modi e pensieri eleganti. Forse resterà un sogno.

D’altronde, perché un sogno si possa realizzare è indispensabile anzitutto averlo. 



permalink | inviato da ubumax il 5/11/2008 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Il comune buon senso
post pubblicato in SUL TEATRO DI FORMAZIONE, il 2 novembre 2008
I danni peggiori sembra che nascano da una ridotta o azzerata capacità d’immaginazione. Immaginare è impiegare i sensi sottili, quelli abilitati a cogliere il possibile, il “ciò che potrebbe essere” che s’adombra dietro ogni “ciò che è”.

I sensi comuni attuali (da cui sembra poi derivare il cosiddetto “comune buon senso”) sono talmente ricoperti di ampi strati di metacolesterolo, che a stento si riesce ad ascoltare solo ciò che è molto rumore, a vedere solo ciò che è molto rutilante, a gustare solo ciò che è molto salato o molto dolce,  a percepire solo ciò che appare falsamente evidente.

I sensi sottili tacciono addormentati e con essi ciò che lascia solchi leggeri nella memoria del mondo. Una sorta di malacìa sembra aver cancellato dal presente le ombre del passato e quelle del futuro, non a favore di un suo possibile eterno, quanto piuttosto per lasciarlo sfumare.

Di fronte al progressivo sbiadimento del tempo, agli uomini di bella volontà  non resta forse che disperare, agire ed avviare una sana dieta a base di cose invisibili, emozionanti  e nutrienti, esercitando altre sensatezze che per onda di propagazione diventino un nuovo comune buon senso.

Un teatro di formazione serve anche a questo.

mm, Manuale Distruzioni

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