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Le città improbabili - Shanguài
post pubblicato in LE CITTA' IMPROBABILI, il 15 luglio 2009
Per la gran parte dei viaggiatori, specie se distratti, Shanguài è da guardare solo in fotografia, a meno che non si sia atleti allenatissimi di spirito e di corpo. Città di equilibristi in dieta permanente, Shanguài è stata concepita su un sistema architettonico a base dinamica avente come unità minima compositiva non il mattone e il cemento ma il bastoncello. Sicché gli edifici così come la rete di comunicazione nel suo insieme sono costituiti interamente da esili strutture lungiformi a estensione variabile ma di eguale spessore, come gettate – apparentemente -  alla rinfusa, quasi a formare una foresta di linee e di punti.
In questa trama mutevole di spazi appena accennati, di pieni e vuoti in continua mutazione, ogni shanguìgno si muove con cautela per evitare che il proprio passo possa spostare un bastoncello posto in precario equilibrio e precipitare giù facendo danno a se stesso ed agli altri. Gli shanguìgni più esperti hanno imparato da tempo che per giocare al meglio bisogna concepire un gioco di squadra, articolare movimenti sincronizzati e in contrappunto, controbilanciati da far sì che i bastoncelli non precipitino rovinosamente, ma si ricompongano di volta in volta in nuove tramature ardite dentro cui ciascuno dei giocatori possa muoversi facendo del proprio vantaggio, un vantaggio altrui. Ecco perché si dice che Shanguài sia l’unica città del mondo in cui si vince o si perde, ma in ogni caso tutti simultaneamente.

(da Le città improbabili, 2009)




permalink | inviato da ubumax il 15/7/2009 alle 19:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le città improbabili - Misurànda
post pubblicato in LE CITTA' IMPROBABILI, il 7 luglio 2009
In questa città vivono i più grandi specialisti della stima. Dotati dei più complessi mezzi di misurazione, i misurìgni sono in grado di conferire un valore, un peso e una misura ad ogni cosa. Il principale cittadino di Misurànda, tal Aurelio Règolo, è colui che viene riconosciuto come il perfezionatore del Ponderòmetro Universale: uno strumento posto nel cortile dell’edificio municipale, in grado di stimare ogni cosa sulla base di pochissimi parametri universali.
Tra gli utenti del Ponderòmetro, provenienti da ogni dove, sono distinguibili due categorie: la prima è costituita da quelli che decidono di ricorrere ai responsi dello strumento solo per avere conferma delle stime da loro attribuite, empiricamente, agli oggetti di loro interesse; la seconda, da chi non ha affatto idea di quale valore possa avere l’oggetto di proprio interesse. In ogni caso, gli esiti di misurazione generano spesso turbamenti. Chi si aspetta un certo esito, resta di norma deluso e a chi, invece, nulla si aspetta, la macchina riserva interessanti rivelazioni.
Alla misurazione del Ponderòmetro può essere sottoposta qualsiasi forma di realtà: dalle idee agli uomini, da un manufatto a un oggetto d’arte, da una pietanza a una poesia, da un passo di danza ad un’azione riparatoria.
Il Ponderòmetro Universale di Misurànda ha un solo difetto: richiede un tempo lunghissimo di elaborazione/dati, perché se è vero che pochi sono i parametri che applica, è pur vero che il loro adattamento alle diverse nature da analizzare non è cosa di poco conto. Tra i parametri noti (ve ne sono altri del tutto ignoti agli stessi misurìgni) i quattro principali sono: il tempo, l’impatto sistemico/relazionale, le intenzioni, gli effetti. Così, ad esempio, un oggetto che ha richiesto poco tempo di realizzazione, ha prodotto uno scombussolamento degenerativo di relazioni, è nato per recare un piccolo beneficio ed ha prodotto conseguenze collaterali non previste, avrà, in una scala di misurazione che va da w93ijd a 29jdkfie, un valore grosso modo pari a 20sjhue7. Il commutatore annesso al Ponderòmetro sarà poi in grado di convertire tale valore nel metro, nella misura o nel valore di scambio richiesto dal postulante, e qui nascono le sorprese. Può ad esempio accadere che un’opera d’arte venduta all’asta a svariate decine di migliaia di euro, valga, secondo la stima ottenuta con lo strumento in questione, solo pochi centesimi, oppure che un uomo da tutti considerato un tapino, valga un’ovazione.
Il dispositivo è in grado inoltre di suggerire al postulante anche il metro, la misura o il valore di scambio più appropriato, ed è quasi sempre lo stesso suggerimento: l’imponderabile stima che non ha altri valori di commutazione.


(da Le città improbabili, 2009)

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permalink | inviato da ubumax il 7/7/2009 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Le città improbabili - Reuìnda
post pubblicato in LE CITTA' IMPROBABILI, il 5 luglio 2009
È detta anche “Città della Moviola”, perché da anni il Governo Locale ha reso istituzionale l’uso di questo strumento per tutti i cittadini che, una volta ogni tre mesi, sono obbligati alla cosiddetta “sessione di verifica”. La sessione dura un giorno intero, si svolge in cabine da un minimo di due a un massimo di cinquanta posti a sedere. I reuìndani si accomodano e possono osservare – grazie a un sistema di ripresa totale che ha registrato tutti i movimenti, tutte le loro azioni e il loro dire, negli ambienti più diversificati – il brano della loro esistenza risalente ai tre mesi precedenti, nei minuscoli dettagli. I più stolti hanno da ridire sul fatto che questo strumento non aiuti affatto a modificare il passato, quelli più attenti sanno che può almeno migliorare il futuro.
Guardando i dettagli sfuggiti, riflettendo sui piccoli particolari che la moviola esalta, più d’un reuìndano si è accorto del fatto che non sono mai i grandi errori a distruggere le esistenze, ma piccole omissioni, piccole sbadataggini che messe di fila l’un l’altra, generano grandi disastri. Il minuscolo errore, quello che si annida ogni volta in cui viene da dire “che importanza vuoi che abbia…”
Per questo ogni reuìndano puro ama dire che una vita buona è quella tratteggiata da punti di non-ritorno, da piccoli errori fatti una sola, massimo due volte.

(da Le città improbabili, 2009)


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permalink | inviato da ubumax il 5/7/2009 alle 1:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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