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La legge di levità

Colgo l’occasione di una mail inviatami da un’amica per segnare quest’appunto adatto al “Manuale Distruzioni”.

Anche l’immaginazione, il pensiero, la parte rarefatta della nostra esistenza sembra tendere, nel suo andamento naturale, al rispetto della stessa legge che affligge i corpi, voglio dire la legge di gravità. A questa legge “naturale”, immagino che la scrittura possa (e debba) contrappore quella “innaturale” di levità, di modo che l'oggettiva gravità del “così è” (ammesso che esista) trovi controbilanciamento nella relativa levità del “così potrebbe essere” (ammesso che non esista): questo il compito di una scrittura “invertente”, più che “divertente”. In mezzo, infinite sfumature che vanno dalle sabbie mobili al lancio di una freccia verso il sole, passando per la saltacavallina.

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Pubblicato il 16/9/2008 alle 14.34 nella rubrica Diario.

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