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Le Microconcordanze nascoste

C’è una parte della creatività che sfugge a ogni controllo. È quella che poi probabilmente va a stratificare i non-detti, gli impliciti, le significanze (ciò che può significare qualcosa, ma non si sa esattamente cosa), le ellissi, le ombre dei testi. Per quello che mi riguarda – forse l’ho già detto in altre circostanze – è questa la parte che di ogni rappresentazione (sia essa sotto forma di libro, film, spettacolo o semplicemente discorso) più mi allarma e mi ammalia.

Nei vuoti, nelle pause tra il dire e il fare (a volte sono oceani, altre volte piccole pozzanghere, bicchieri d’acqua) puoi perderti e pescare, quasi per caso, la parte incontrollata delle volontà creative.

Piccolo caso a questo proposito: riflettevo stamani in funicolare sui nomi dei personaggi che abitano Il LA perfetto. Mi chiedevo: chi di questi personaggi ha un nome pari a un settenario? Nessuno… poi mi sono accorto che Beniamino Carmatore è un ottonario, così come lo sono Evelina Millenotti ed Eloisa d’Epìtteto… gli amici di Carmatore sono quinari: Max Fantastico,  Peppe Cavanza, Nenzy Calore, Graziana Emme e Cicco Angelone (contando la sineresi)… quaternari sono Gino Emme e Carlo Soma. Ripensando alle relazioni e alle simmetrie che corrono tra questi personaggi, queste microconcordanze metriche (che nelle nostre intenzioni coscienti non erano presenti) mi sembrano molto appropriate. E questo è quanto.

Pubblicato il 23/11/2008 alle 16.50 nella rubrica Diario.

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