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Il Bene paraterrestre e il suo studio

Che cazzo vuole questo verminaio trafelato e confuso? Se non affogare nel baccano collegiale qualunque atto responsabile, ogni solitaria e intima applicazione? Reprimere nella rivolta scioperata e poliziotta la resa dei conti con se stessi. È con se stessi che non intendono intrattenersi: travestono il lavorio pensante in prospettiva salariata; rivendicano garanzie statali (educazione, famiglia, ricreazione, sindacato, pensione, ecc.) invece di offrirne. È la trafila insensata dei servi che reclamano di “ottimizzare” la propria condizione servile.
Controparte è un regime democratico per definizione tritamasse, sordo-attento alle difficoltà globali, inimico giurato d’ogni impresa individuale. Non bisogna mai invocare lo Stato. Lo Stato deve smettere di governare. Si studia desiderando. Questo è lo studio. Una faccenda molto privata.

Carmelo Bene/Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, 2006, p. 27.

Pubblicato il 26/11/2008 alle 22.7 nella rubrica LE PAROLE DEGLI ALTRI.

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