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Il poeta cretino

Tutta la grande poesia è malattia maniacale. Se le sottrai la stupidità, resta il poeta intelligente (una contraddizione in termini). Dis-graziato. Un poeta ha bisogno come il pane (il vino nel caso mio) del limite della stupidità, di questo nous bestiale. Più è bestiale più è grande. Chi non si vergognerebbe d'aver scritto: "Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai silenziosa luna?". Preso a sé, sarebbe fischiato e stroncato anche mescolato alle canzonette del peggior Sanremo. […] Proprio così: “…per guarire la nostra malattia deve peggiorare…”.

Che cosa è mai il genio, se non questo “meritato” regredire nell’idiozia (niente a che fare col tanto ricercato abuso di “cretini naturali” di certo managerismo tivù?) “Condannato” a progredire
[…] degraderebbe nel fasto becero del talento.


C. Bene / G. Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani, 2006, p. 221.

Pubblicato il 8/12/2008 alle 9.55 nella rubrica LE PAROLE DEGLI ALTRI.

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