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La sincerità dell’attore

Ho parlato spesso in queste sere, insieme agli attori coi quali sto lavorando, della necessità di una recitazione “sincera”. Cercando una definizione che potesse essere utile al chiarimento del concetto, mi sono imbattuto per serendipità in un passaggio de “Il codice dell’anima” di J. Hillman che riguarda Judy Garland.

Mentre ascoltavamo la sua voce, mentre la contemplavamo nel suo costume sbrindellato di vagabonda, ci scordavamo chi era, anzi chi eravamo noi. Come tutti i bravi clown, non era più né maschio né femmina, né giovane né vecchia, né bella né brutta. Dava voce a pochi, semplici, comuni sentimenti, in modo così puro che li sentivi aleggiare nel buio della platea, disincarnati, come se non appartenessero a una particolare persona.

J. Hillman, Il codice dell’anima, Adelphi, 2008, p. 75.


Ecco, credo che questo sia un buon esempio di sincerità d’attore.

Pubblicato il 5/2/2009 alle 0.52 nella rubrica SUL TEATRO DI FORMAZIONE.

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