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A cosa sto pensando?

Me lo ha chiesto la mia amica Angela... sto pensando ad "Area di collaudo", ovvero uno spazio multifunzionale destinato alla didattica teatrale, alla scrittura scenica, alla realizzazioni di manufatti per gli allestimenti teatrali, al collaudo di nuovi spettacoli, al supporto tecnico per gli artisti di altre discipline, all'ospitalità per le compagnie e gli stagisti che vengono da fuori. Un hangar, una pista di decollo per i progetti più ardimentosi, un'opportunità per quelli che credono che l'esercizio dell'arte teatrale (somma di tutte le arti) sia un'appropriata via di prassi dell'etica/estetica, un posto dove ricavare alcool dalle pietre, saggezza dai bambini e slanci di entusiasmo dai vecchi, misura e azzardo dai medi (di cui nessuno parla mai, eppure la gran parte della vita si passa da medi).

Un luogo in cui sperimentare l'economia della "dilapidazione", ovvero l'esercizio del lavoro come attività non solo da monetizzare ma come primaria attività attraverso cui le persone diventano persone, mettendo in gioco tutta la ricchezza di cui dispongono (forse senza saperlo) per generare nuove forme di ricchezza, in un momento di crisi (sia benedetta ogni crisi) in cui l'idea di ricchezza, così come è calcificata nel senso comune, si manifesta obsoleta e venefica.

"Area di collaudo", un'officina in cui si rigenerano gli immaginari, magari in un territorio che ha più bisogno di tutto questo. A questo sto pensando.

Pubblicato il 15/5/2009 alle 13.8 nella rubrica SUL TEATRO DI FORMAZIONE.

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