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Le città improbabili - Arcipèlia

Chiamare Arcipèlia città non è del tutto esatto. Si tratta infatti di una confederazione di microcittà ciascuna delle quali ha un’estensione che non supera i 120 metri quadrati ed una popolazione che quasi mai supera le tre unità. Ciascuna di queste microcittà possiede il suo corpus giuridico, i suoi organi istituzionali, le sue strutture organizzative che, per quanto diverse possano apparire tra loro, lasciano intravedere principi di fondo comuni a tutti gli arcipèlidi. Quali siano tali principi, tuttavia, non è dato sapere. Risulta in ogni caso bizzarro, agli occhi dello straniero, che nella lingua ufficiale degli arcipèlidi manchino parole come libertà, uguaglianza, onore, famiglia, patria, così come manchino gli aggettivi e i pronomi possessivi, ed è forse per gli stessi, a noi oscuri motivi che nel loro corpus giuridico sia assente qualsiasi riferimento al diritto di proprietà. In compenso, la loro lingua possiede ben cinquanta sinonimi per la parola “cortesia”, per tradurre ciascuno dei quali, in quasiasi altra lingua conosciuta, occorrerebbero lunghe e complesse perifrasi, così lunghe da dovervi rinunciare, il che – dicono gli acripèlidi -  è un vero peccato per gli stranieri.

(da Le città improbabili, 2009)

Pubblicato il 14/6/2009 alle 2.9 nella rubrica LE CITTA' IMPROBABILI.

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