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Per un teatro degli angeli mortali

E, si, è vero, ho detto, ripeto spesso che nella strada c'è la salvezza del teatro. Credo che da noi l'invadenza politica e l'inevitabilità della dipendenza dal denaro pubblico stiano sempre più facendo arrostire gli enti drammatici su spietati spiedi. (...) Lavorando con musica viva, da strumenti, organo, fonografo, senza assordare pubblico e finestre con altoparlanti a tutto volume (cosa che a me pare un imperativo etico) si constata in quale deplorevole stato siano ridotti i timpani: una debole o nessuna amplificazione non li raggiunge nella loro sfondatezza. Gli orecchi più sensibili a vocalità e musiche di strada sono bambini e cani. Sempre protestano quando madri e padroni li tirano via. La vida es sueño: poiché tutto lavora a cancellare il sogno, noi che ci accaniamo a trasmetterlo, a snidarlo dai tombini, da ultimi saremo i primi.

Guido Ceronetti, Io trasmetto i sogni, su Repubblica del 14 giugno 2009, p. 38.


Il 19 e il 20 giugno, alle 17,00, al teatro Strehler-Scatola Magica di Milano, Guido Ceronetti presenta lo spettacolo Strada come Santuario, nell'ambito della rassegna "Masterclass - La casa delle scuole di teatro", ideata da Luca Ronconi.

Gli dèi ci conservino a lungo uomini come questi.

Pubblicato il 14/6/2009 alle 12.16 nella rubrica LE PAROLE DEGLI ALTRI.

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