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Le città improbabili - Shanguài

Per la gran parte dei viaggiatori, specie se distratti, Shanguài è da guardare solo in fotografia, a meno che non si sia atleti allenatissimi di spirito e di corpo. Città di equilibristi in dieta permanente, Shanguài è stata concepita su un sistema architettonico a base dinamica avente come unità minima compositiva non il mattone e il cemento ma il bastoncello. Sicché gli edifici così come la rete di comunicazione nel suo insieme sono costituiti interamente da esili strutture lungiformi a estensione variabile ma di eguale spessore, come gettate – apparentemente -  alla rinfusa, quasi a formare una foresta di linee e di punti.
In questa trama mutevole di spazi appena accennati, di pieni e vuoti in continua mutazione, ogni shanguìgno si muove con cautela per evitare che il proprio passo possa spostare un bastoncello posto in precario equilibrio e precipitare giù facendo danno a se stesso ed agli altri. Gli shanguìgni più esperti hanno imparato da tempo che per giocare al meglio bisogna concepire un gioco di squadra, articolare movimenti sincronizzati e in contrappunto, controbilanciati da far sì che i bastoncelli non precipitino rovinosamente, ma si ricompongano di volta in volta in nuove tramature ardite dentro cui ciascuno dei giocatori possa muoversi facendo del proprio vantaggio, un vantaggio altrui. Ecco perché si dice che Shanguài sia l’unica città del mondo in cui si vince o si perde, ma in ogni caso tutti simultaneamente.

(da Le città improbabili, 2009)

Pubblicato il 15/7/2009 alle 19.0 nella rubrica LE CITTA' IMPROBABILI.

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